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COLDIRETTI, LA MARCHIGIANA GIRONI ELETTA AI VERTICI DELL’ORGANIZZAZIONE DEGLI AGRICOLTORI EUROPEI

Francesca Gironi, imprenditrice di Staffolo (Ancona) e Responsabile regionale di Coldiretti Donne Impresa, è stata eletta nella Giunta femminile del Copa, l'organismo che, dal 1958 rappresenta gli interessi degli agricoltori in Europa, e che ad oggi riunisce 60 organizzazioni dei Paesi Membri dell'Unione Europea e 36 organizzazioni partner da altri paesi europei. Un incarico di prestigio per la giovane staffolana, già rappresentante dell’Europa nel Comitato imprenditrici agricole dell’Organizzazione mondiale degli agricoltori (Oma). “In un settore tradizionalmente maschile  le donne sono state capaci di realizzare un cambiamento epocale creando dal nulla nuovi ambiti nei quali valorizzare le proprie capacità imprenditoriali, grazie alle opportunità offerte dalla multifunzionalità  - spiega la delegata regionale delle imprenditrici Coldiretti – e sono questi i valori che porterò avanti in rappresentanza dell’agricoltura italiana”.  Quella della Gironi è una storia di ritorno in campagna. Nel 2008 Francesca abbandona l’attività nel settore della comunicazione d’impresa e apre l’azienda agricola Le Noci, nel comune di Staffolo (Ancona), con un allevamento di cavalli per l’ippoterapia. Parte da qui un progetto per accogliere ragazzi con problemi di disabilità varia, con inserimento lavorativo e residenzialità che comprende la cura dei cavalli, la pulizia della scuderia, la coltivazione di un orto, la cura del giardino ed altre operazioni connesse. Vengono così attivate delle convenzioni con i Comuni della zona, mentre lo scorso anno è stato sperimentato anche l’inserimento di detenuti condannati a pene alternative al carcere, oltre all’accoglienza di rifugiati politici. Oggi Francesca ha avviato lavori di ampliamento dell’azienda per rispondere alle crescenti domande di ospitalità di tipo residenziale per i ragazzi disabili, oltre che per la realizzazione di un punto vendita dei prodotti orticoli coltivati dai giovani ospiti.

LAVORO: COLDIRETTI, DA LEGGE AGRICOLTURA SOCIALE NUOVO MODELLO WELFARE OPPORTUNITA’ PER CENTINAIA DI MIGLIAIA DI RIFUGIATI, DETENUTI E DISABILI

“Nasce un nuovo modello di welfare che vede l’agricoltura protagonista con progetti imprenditoriali dedicati esplicitamente ai soggetti piu’ vulnerabili che devono fare i conti con la cronica carenza dei servizi alla persona”. E’ quanto afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nell’esprimere apprezzamento per il via definitivo alla legge sull'agricoltura sociale dove sono impegnate già oggi oltre mille imprese agricole e cooperative, attorno alla quale gravitano migliaia di rifugiati, detenuti, disabili, tossicodipendenti. Lungo tutta la Penisola, nelle aree rurali come in quelle periurbane  - sottolinea la Coldiretti - stanno nascendo esperienze molto diversificate di agricoltura sociale che vanno dal recupero e reinserimento lavorativo di soggetti con problemi di dipendenza (droga e alcool in particolare) all’agricoltura terapeutica (ortoterapia, ippoterapia ecc.), con disabili fisici e psichici di diversa gravità, ma anche il reinserimento sociale e lavorativo di persone emarginate (minori a rischio, disoccupati di lunga durata, ecc.) e l’attività agricola volta al miglioramento del benessere e della socialità (agriasilo, orti per gli anziani, ecc.). Questa diversificazione – precisa la Coldiretti - si palesa con l'innesto di pratiche di agricoltura sociale nelle diverse tipologie di coltivazioni, di allevamenti e di attività di servizio: agriturismo, ristorazione, punti vendita aziendali, fattorie didattiche. Con la nuova legge si definisce una cornice comune, da valorizzare e promuovere anche nei nuovi PSR che accompagneranno lo sviluppo delle aree rurali fino al 2020. “L’agricoltura sociale è la punta piu’ avanzata della multifunzionalità che abbiamo fortemente sostenuto per avvicinare le imprese agricole ai cittadini e conciliare lo sviluppo economico con la sostenibilità ambientale e sociale”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo. “Una svolta epocale – conclude Moncalvo - con la quale si riconosce che nei prodotti e nei servizi offerti dall’agricoltura non c’è solo il loro valore intrinseco, ma anche un bene comune per la collettività fatto di tutela ambientale, di difesa della salute, di qualità della vita e di valorizzazione della persona”.

 

 

CHI SIAMO

La locandina di Donne ImpresaColdiretti Donne Impresa promuove lo sviluppo dell'imprenditoria femminile agricola, organizza attività culturali e di comunicazione con i consumatori, elabora proposte per le politiche sociali attinenti al mondo agricolo, rappresenta Coldiretti nelle istituzioni della parità, promuove la presenza femminile negli organismi decisionali della Coldiretti. Vi aderiscono le iscritte alla Coldiretti che nominano una Responsabile ed indicano una Coordinatrice per le iniziative che si svolgono a tutti i livelli, dal locale al nazionale.

Coldiretti Donne Impresa fa parte di importanti organismi che operano in ambito nazionale ed europeo. Fra gli altri, il Comitato per l'imprenditoria femminile, istituito presso il Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri,  il Coordinamento Donne d'Impresa, costituito dalle organizzazioni femminili dell'agricoltura, dell'artigianato, del commercio, della piccola industria e della cooperazione, il Comitato Cabina di Regia presso Union Camere, i Comitati per l'imprenditoria femminile istituiti presso le Camere di Commercio e il COPA che rappresenta le associazioni agricole di tutti i paesi dell'Unione Europea.
 

La Storia

La Coldiretti è la più grande organizzazione agricola italiana. L'impegno delle donne della Coldiretti inizia nel 1953, quando il Movimento Femminile comincia ad intervenire su temi sociali come le pensioni, la scuola, le abitazioni e le infrastrutture del territorio rurale. Nel 1976 assume il carattere di movimento di categoria autogestito dalle imprenditrici agricole. Inizia ad occuparsi di temi professionali e sindacali, contribuendo al successo di alcune battaglie fondamentali, come quella per la parità dei componenti dell'impresa, quella per la tutela della maternità e quella per la legge sull'imprenditoria femminile e le politiche successive.

Nel 1998 il Movimento diventa Coordinamento, con una struttura più snella, più presente in ogni provincia e più inserita, secondo il principio del mainstreaming, nelle attività di Coldiretti. Nel 2008 assume il nome Coldiretti Donne Impresa.


CONTATTACI

Coldiretti Donne Impresa
Via XXIV Maggio, 43
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Tel. 06 48993231-32 - Fax 06 48993218
donneimpresa@coldiretti.it

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